{"id":8337,"date":"2018-08-28T10:24:21","date_gmt":"2018-08-28T08:24:21","guid":{"rendered":"https:\/\/casadicurareginapacis.com\/?page_id=8337"},"modified":"2024-01-12T11:14:00","modified_gmt":"2024-01-12T09:14:00","slug":"storia-1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/casadicurareginapacis.com\/en\/storia-1\/","title":{"rendered":"Storia 1"},"content":{"rendered":"<div class=\"ui--image-wrap clearfix alignleft ui--animation text-left ui--block\"><div class=\"ui--image-inline-block\"><img  id=\"ui--image-1\" class=\"ui--image\" src=\"https:\/\/casadicurareginapacis.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/nastro-rosa_donna_slider-1728x800_c-400x200.jpg\" alt=\"nastro-rosa_donna_slider-1728x800_c\" title=\"nastro-rosa_donna_slider-1728x800_c\" data-at2x=\"\" width=\"400\" height=\"200\"\/><div class=\"ui--shadow ui--shadow-type-1 ui--shadow-abs clearfix\"><img src=\"https:\/\/casadicurareginapacis.com\/wp-content\/themes\/envision\/includes\/modules\/module.shadow\/shadows\/shadow-1.png\" alt=\"shadow\" \/><\/div><\/div><\/div><div class=\"auto-format ui--animation\"><p>Una storia di coraggio, di legami indissolubili, di dolore che trova il varco verso la speranza. Due donne, mamma e figlia, somiglianti in viso ed anche nel temperamento. Legatissime. Scoprono, a distanza di pochissimi mesi l\u2019una dall\u2019altra, di avere, tra le tantissime, un\u2019altra cosa in comune. La sola che non vorrebbero. Un carcinoma mammario. Succede in provincia di Agrigento. Lo scopre prima la madre settantenne, che si sottopone a tutte le cure del caso e oggi sta bene. Passa poco. La figlia, che ha accettato di farsi intervistare e che chiameremo Laura, solerte si presenta allo screening annuale. Le sembra solo una formalit\u00e0. In famiglia hanno da poco superato il dolore e la prova della malattia della madre. Per Laura per\u00f2 vi \u00e8 la triste sorpresa. Anche lei ha un tumore. Anche il suo tumore \u00e8 al seno, proprio come quello di sua madre. Un attimo di esitazione, giusto il tempo di realizzare e poi eccola con tutta la forza possibile ad affrontare la malattia, di cui ci parla in questa intervista.<\/p>\n<p>&#8220;Ho cinquantaquattro anni, ho iniziato a controllare il mio seno gi\u00e0 da tempo, (circa cinque o sei anni fa), effettuando ogni anno lo screening mammografico.<br \/>\nNon ho avuto sintomi particolari prima che mi fosse diagnosticata la malattia. Non era un grumo palpabile. Ho avvertito solo un po\u2019 di bruciore al petto qualche settimana prima di effettuare l\u2019esame mammografico, attribuendolo per\u00f2 ad un semplice colpo d\u2019aria.<br \/>\nA seguito della mammografia, effettuata nei primi giorni di maggio del 2018, (la precedente l\u2019avevo fatta esattamente un anno prima, con esito negativo), il radiologo mi ha invitato a fare una \u201cecografia mammaria\u201d, poich\u00e9 la densit\u00e0 del seno ostacolava l\u2019esame mammografico.<br \/>\nQuesto secondo esame rilevava un nodulo meritevole di una ulteriore RM mammaria con mezzo di contrasto<br \/>\nEseguo dunque questo terzo esame nei primi giorni di giugno e dopo un settimana mi viene fornito il referto: \u201cnodulo ( di circa 10 mm) con margini sfrangiati, cui corrisponde impregnazione contrastografica , per cui appare necessaria la correlazione istologica\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, tra un esame e l\u2019altro, avevo gi\u00e0 contattato il Chirurgo che, dopo aver visionato tutti i miei esami, mi ha consigliato di effettuare l\u2019ago aspirato. L\u2019esito dell\u2019esame, svolto presso la stessa clinica di San Cataldo, mi viene comunicato dal medico pochissimi giorni dopo: \u201ccarcinoma mammario duttale\u201d.<\/p>\n<p>Rimasi basita, mentre nella mia mente si affollavano molte angoscianti domande. Con tono rassicurante, il Chirurgo si sottopose alla fila di domande da parte mia e dei familiari che mi accompagnavano, anch\u2019essi comprensibilmente in apprensione, prospettandomi infine la necessit\u00e0 di un intervento chirurgico, per l\u2019asportazione del nodulo.<\/p>\n<p>Vengo operata dopo una settimana, la mattina del 28 giugno, dopo aver fatto un breve pre-ricovero in day hospital. Nel mio caso \u00e8 stata adottata la chirurgia conservativa, ovvero la quadrantectomia, asportando solo l\u2019area della mammella in cui era localizzato il tumore. L\u2019intervento \u00e8 durato poco pi\u00f9 di 60 minuti. Durante l\u2019intervento sono stati asportati anche i linfonodi sentinella, per valutare eventuali metastasi, che in questa clinica vengono esaminati immediatamente. Il loro esame fortunatamente ha dato esito negativo.<br \/>\nRicondotta in camera, comincio a prendere coscienza dopo qualche ora, il chirurgo \u00e8 sceso dalla sala operatoria tranquillizzando i miei cari sull\u2019esito dell\u2019intervento.<\/p>\n<p>Durante le quarantotto ore di decorso post-operatorio che trascorro in clinica, la degenza viene seguita oltre che da medici ed infermieri anche da altre figure come la fisioterapista e la psicologa. La concomitanza di due casi di tumore al seno in un cos\u00ec breve lasso di tempo inducono il Chirurgo ad approfondire il caso, invitandomi ad un consulto genetico, cosa che ho fatto di buon grado.<br \/>\nIl decorso post operatorio, nonostante le rassicuranti parole del medico che mi seguiva, non \u00e8 stato, dal punto di vista psicologico, cos\u00ec tranquillo perch\u00e9 mancava ancora quel tassello che permetteva di completare il puzzle di una serenit\u00e0 smarrita: \u201cl\u2019esame istopatologico\u201d. Arrivata a casa, mentre riprendevo le mie forze, ho cercato di riprendere la vita di tutti i giorni per metabolizzare lo stress subito. Il referto dell\u2019esame istologico, anch\u2019esso negativo, \u00e8 arrivato dopo 15 gg.<\/p>\n<p>La prima parte del percorso \u00e8 stata fatta e adesso mi sento un po\u2019 pi\u00f9 serena. A giorni inizier\u00f2 la seconda parte: la consultazione di un oncologo per stabilire una terapia adeguata (la chirurgia da sola non \u00e8 risolutiva), probabilmente far\u00f2 qualche ciclo di radioterapia.<\/p>\n<p>Da questa mia \u201cavventura\u201d voglio fare un appello a tutte le donne, ribadendo che la prevenzione pu\u00f2 cambiare sostanzialmente l\u2019andamento e l\u2019esito della malattia. \u00c8 dunque fondamentale sottoporsi periodicamente ai controlli medici e conoscere il proprio corpo per cogliere con prontezza la comparsa di eventuali noduli con l\u2019autopalpazione. Il tumore al seno \u00e8 fortunatamente una delle forme tumorali, che la medicina riesce a contrastare meglio, ma la tempestivit\u00e0 incide molto.<br \/>\nDa credente mi sento di ringraziare Dio e naturalmente alla mia famiglia per avermi sostenuto durante questo cammino. Ritengo doveroso ricordare il personale medico e paramedico del Regina Pacis di San Cataldo per la professionalit\u00e0 manifestata. Ultimo, ma non per ultimo, il chirurgo che, alle indubbie capacit\u00e0 tecniche e scientifiche, unisce una sensibilit\u00e0 umana a volte non comune tra i medici. Pi\u00f9 che un medico \u00e8 stato una sorta di mentore che ha saputo usare un approccio franco sulla malattia ma al tempo stesso rassicurante, indicandomi la luce in fondo al tunnel&#8221;.<\/p>\n<p>Tratto da: <a href=\"https:\/\/www.atuttamamma.net\/io-mia-madre-e-un-tumore-al-seno-in-contemporanea\/\" target=\"_blank\">https:\/\/www.atuttamamma.net\/io-mia-madre-e-un-tumore-al-seno-in-contemporanea\/<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia di coraggio, di legami indissolubili, di dolore che trova il varco verso la speranza. Due donne, mamma e figlia, somiglianti in viso ed anche nel temperamento. Legatissime. 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