Radiologia Pediatrica

Radiologia Pediatrica

“Il bambino non è un piccolo adulto” conferma la dr.ssa Noemi Ognibene – radiologa proveniente dall’Azienda Ospedaliera Meyer di Firenze, Ospedale pediatrico di alta specializzazione e centro di riferimento nazionale per l’elevata complessità pediatrica, ed adesso Responsabile della Radiologia Pediatrica presso la Casa di Cura “Regina Pacis” di San Cataldo (CL) – che ci spiega l’importanza di rivolgersi ad uno specialista nella diagnosi delle patologie dei più piccoli.

Che cos’è la Radiologia Pediatrica?

La Radiologia Pediatrica è la branca che si interessa della diagnostica per immagini nell’individuo da 0 a 14 anni e si avvale essenzialmente di quattro metodiche: Radiologia tradizionale (Rx), Ecografia, Tomografia Computerizzata (TC) e Risonanza Magnetica (RM).
La Radiologia applicata alla Pediatria non è semplicemente la trasposizione nel bambino dell’imaging dell’adulto, poichè il bambino non è un piccolo adulto: in età pediatrica sono, infatti, presenti patologie assolutamente peculiari e diverse da quelle dell’adulto. Persino la definizione di “normalità” (ovvero “esame negativo”) è molto più difficile nel bambino che nell’adulto. Pertanto è fondamentale affidare i propri bambini ad una Struttura attrezzata di tutte le apparecchiature di imaging più performanti e con radiologi con esperienza in ambito pediatrico affinchè la probabilità di una diagnosi accurata e precisa sia la più alta possibile.

Radiologia Pediatrica: tra metodiche e differenze 

Il radiologo pediatra, ancor più del radiologo generale dell’adulto, si trova quotidianamente a dover discriminare tra metodologie d’indagine più o meno affini con l’obiettivo di raggiungere la diagnosi nell’assoluto rispetto del rapporto costo/benefici (Strauss et al., 2010).
Il rischio biologico va inteso non solo come esposizione alle radiazioni ionizzanti, ma anche come il rischio legato alla somministrazione del mezzo di contrasto, all’eventuale sedazione o narcosi, il tutto correlato alla disponibilità di un’apparecchiatura adeguatamente settata per l’uso pediatrico, al livello di addestramento specifico del professionista e del personale tecnico di supporto, ecc.
La scelta dell’indagine più appropriata dipende dal singolo paziente e dall’età dello stesso e non solo dal tipo di patologia presunta o già nota.

A proposito di diversità del mondo pediatrico, in età evolutiva una metodica come l’ecografia rivesta carattere di assoluta preponderanza in quanto non comporta l’utilizzo di radiazioni, con conseguenti indicazioni ed applicazioni impensabili per l’adulto (ecografia del piloro, ecografia dell’encefalo, ecografia delle anche, ecografia polmonare etc). Si può senza dubbio affermare che l’ecografia è ancora oggi, nonostante l’avvento di nuovi macchinari, la metodica diagnostica di primo livello più utilizzata in età pediatrica, specie nei bambini al di sotto dei 10 anni.
Tra le varie metodiche di imaging disponibili, la radiografia tradizionale, nonostante l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, vanta ancora un ruolo importante nello studio del torace (specie nella febbre di origine indeterminata) e delle ossa (ricerca di lesioni scheletriche, valutazione della maturazione scheletrica e delle sindromi malformative).
Anche la TC comporta l’esposizione del bambino a radiazioni ionizzanti, per di più a dosi maggiori rispetto alla radiologia tradizionale e, pertanto, deve essere impiegata con estrema cautela. In determinati ambiti però, la TC è comunque insostituibile ad esempio nell’analisi dell’estensione dei tumori o nello studio di patologie polmonari interstiziali.

TC 64 Strati, AQUILION, Toshiba

Bisogna rimarcare che il radiologo con esperienza pediatrica sa più di ogni altro specialista come ottenere il massimo risultato diagnostico con il minore utilizzo di dose di radiazioni. Ad esempio, tipicamente un radiologo con minima o nulla esperienza in diagnostica pediatrica, eseguirà una TC con più passaggi nel tubo (come abitualmente si fa con gli adulti), mentre un radiologo che lavora quotidianamente con i bambini cercherà in tutti i modi di evitare questa evenienza. Ciò è particolarmente importante in ambito pediatrico, poiché i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

Risonanza Magnetica SIGNA PIONEER 3 Tesla della GE

Per terminare, parliamo sinteticamente della Risonanza Magnetica (RM): ultima metodica che si è affacciata nel mondo della radiologia e che garantisce le maggiori performance diagnostiche in massima sicurezza in quanto, al pari dell’ecografia, non comporta l’esposizione del bambino alle radiazioni ionizzanti. Mentre nel contesto della radiologia dell’adulto spesso la RM costituisce semplicemente un completamento della TC, nel bambino è una metodica fondamentale e non di rado insostituibile in determinati settori anatomici, specie nello studio dell’encefalo, della colonna, delle articolazioni e in generale delle patologie sistemiche e reumatiche (RM “whole body”).

Un unico vero limite della Risonanza è il ricorso talora necessario all’anestesia, specie quando bisogna analizzare bambini non in grado di stare fermi per almeno 20 – 30 minuti (bimbi piccoli al di sotto dei 6 anni o in generale iperattivi).
Apparecchiature a 3 Tesla hanno la possibilità di ottenere un imaging veloce, migliorando la qualità dell’apnea nel bambino collaborante, mentre nel paziente sedato l’alto segnale può essere sfruttato per ottenere immagini ad alta risoluzione.

La Casa di Cura “Regina Pacis” di San Cataldo (CL) è, ad oggi, la sola RM a 3 Tesla di tutto il Centro Sicilia: così si coniuga il massimo comfort per il piccolo paziente associandolo ad ad una eccellente qualità delle immagini che è tecnicamente impossibile raggiungere con le altre RM a meno Tesla presenti nel mercato (0.2, 0.5, 0.7, 1.0, 1.5 Tesla) che sono, spesso, le sole a disposizione di altre strutture, ma che non possono mai garantire uno studio qualitativo pari ad una RM a 3 Tesla.
Inoltre, nella nostra U.F. di Risonanza Magnetica è disponibile l’attrezzatura completa per l’assistenza all’anestesia che consente all’anestesista di operare con la massima sicurezza, a contatto con il paziente.

In conclusione, è fondamentale la giusta scelta nell’affidare la salute dei nostri bambini, anche in ambito radiologico, dove vi sia un background culturale, un’esperienza ed una passione per questo settore che non è possibile trovare in altri radiologi applicati in contesti lavorativi generici e non specialistici. 

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