CENTRO DI GENETICA ONCOLOGICA

ONCOGENETICA
L’oncogenetica è una nuova frontiera dell’oncologia dedicata alla componente ereditaria delle malattie tumorali con lo scopo di sviluppare misure diagnostiche, terapeutiche e preventive per i soggetti a rischio.
Attraverso un approccio multidisciplinare, la il Centro di Genetica Oncologica della Casa di Cura “Regina Pacis” è in grado di offrire al paziente e ai suoi familiari un percorso personalizzato che preveda:
• la valutazione del rischio eredo-familiare;
• la definizione di un programma di sorveglianza clinica e strumentale di anticipazione diagnostica;
• l’eventuale ricorso a misure farmacologiche /chirurgiche per la riduzione del rischio.

Il DNA presente nel genere umano in 23 paia di cromosomi è responsabile di tutte le istruzioni che servono alle cellule e ai tessuti per funzionare correttamente. L’unità funzionale del DNA è il gene. Normalmente il cancro è causato da mutazioni genetiche (mutazioni somatiche) che si generano in una o più cellule del nostro organismo (per esempio a causa dell’età o di agenti esterni) nell’arco della vita. Tali mutazioni acquisite NON sono trasmesse ai figli.
In circa il 5-10% di tutti i tumori i soggetti sono portatori dalla nascita di mutazioni genetiche specifiche (chiamate costituzionali o germinali) che aumentano il rischio di insorgenza di tumore rispetto alla popolazione generale e possono essere trasmesse ai figli. Negli ultimi anni sono state identificate alcune di queste mutazioni germinali e sono stati messi a punto i test clinici per la loro identificazione.

È importante sottolineare che chi è portatore di mutazione genetica non necessariamente si ammalerà di tumore, ma ha un rischio maggiore che ciò avvenga. Non si eredita la malattia, ma solo la mutazione genetica, di conseguenza l’aumentato rischio rispetto alla popolazione generale di ammalarsi di tumore.
Secondo quanto sappiamo oggi, i tumori che più frequentemente possono rientrare nella categoria dei tumori “ereditari” sono:

• tumore al seno;
• tumore ovarico;
• tumore al colon;
• tumore della cute (melanoma);
• tumore gastrico;
• tumore pancreatico;
• tumore alla prostata;
• tumore alla tiroide;
• tumore all’utero;
• tumore alla vescica.

Molte sono le ricerche in corso nel campo dell’oncogenetica e nei prossimi anni assisteremo alla scoperta di nuovi geni e alla messa a punto di test genetici per la loro identificazione nei soggetti a rischio.

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EREDITARIETA' NEI TUMORI DELLA MAMMELLA E DELL'OVAIO
La maggioranza dei tumori della mammella e dell’ovaio sono sporadici e hanno un’incidenza rispettivamente del 11% e del 1-2% nell’arco della vita nella popolazione generale. Solo una piccola ma significativa percentuale dei tumori a carico di questi organi, valutabile tra il 7 e il 10%, insorge per la presenza dalla nascita di mutazioni genetiche germinali del DNA che possono essere trasmesse ai figli (tumori ereditari).
Ciò significa che trasmettiamo non il tumore ma la mutazione e con essa la predisposizione ad ammalarsi.
Il soggetto portatore del difetto genetico (chiamato carrier) può essere sia di sesso maschile che femminile e i figli hanno il 50% di probabilità di ereditare tale mutazione.

Caratteristiche cliniche principali:
• Età di insorgenza molto più giovane della popolazione generale: prima dei 36 anni per la mammella e prima dei 45 per l’ovaio
• Comparsa in più componenti della famiglia appartenenti a diverse generazioni
• Maggiore frequenza di tumore mammario bilaterale
• Tumore mammario in soggetti di sesso maschile
• Riscontro di casi di tumore ovarico in famiglia
• Tumore mammario e ovarico nella stessa persona

Mutazioni BRCA1 e BRCA2
Al tumore mammario e ovarico sono state per ora associate mutazioni sui geni BRCA1 e BRCA2: sono geni in grado di controllare i meccanismi di crescita e replicazione cellulare (oncosoppressori). L’alterazione di questi geni porta alla soppressione della loro funzione, quindi alla crescita cellulare incontrollata e, nel lungo periodo, alla formazione del tumore.
Le donne che ereditano la mutazione BRCA1 hanno una probabilità compresa tra il 45-80% di ammalarsi di tumore al seno e del 20-40% di probabilità di ammalarsi di tumore ovarico nell’arco della vita. Le percentuali sono un po’ inferiori per il gene BRCA2, comprese rispettivamente tra il 25-60% e il 10-20%. Anche i soggetti di sesso maschile possono ereditare la mutazione genetica e a loro volta trasmetterla ai figli. La presenza di tale mutazione comporta un aumento di rischio oncologico soprattutto nel caso di
mutazione BRCA2.
Più casi di tumore in una famiglia non necessariamente comportano la presenza di una mutazione genetica. In questi casi si parla di tumori familiari e il rischio di sviluppare la malattia non è quantificabile: è probabilmente maggiore rispetto alla popolazione generale ma inferiore rispetto a quello delle forme ereditarie.

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EREDITARIETA' NEI TUMORI DELLA PELLE E MELANOMA
Sindrome di Melanoma Familiare:
Anche il melanoma si può presentare in aggregati familiari con molteplici casi di melanoma in più generazioni in uno dei rami della famiglia, in genere in età giovanile e frequentemente in forma multipla. In queste famiglie si può identificare mutazione patogenetica germinale definendo la sindrome di Melanoma Familiare (MF).

La frequenza del melanoma familiare è stimata intorno al 10% dei casi totali di melanoma.

CDKN2A è il gene più frequentemente interessato, ad alta penetranza, che determina un modello di trasmissione della suscettibilità al melanoma di tipo autosomico dominante a penetranza incompleta. CDK4 è il secondo gene di predisposizione identificato, ma mutazioni germinali si sono riscontrate in poche famiglie nel mondo. Infine, anche BRCA2, principalmente coinvolto nella sindrome mammella-ovaio, può determinare un aumentato rischio per melanoma.

Il comportamento clinico più adeguato di fronte ad una famiglia ad alto rischio è informare dell’esistenza di forme familiari di melanoma: si eredita la suscettibilità alla malattia ed è possibile cercare mutazioni germinali su alcuni geni di suscettibilità conosciuti. Si può proporre uno specifico programma di sorveglianza e prevenzione per diagnosi precoce.

Il follow-up per i portatori sani della mutazione dipende dall’età e dalla presenza di altri fattori di rischio come numerosi nevi melanocitari e il fototipo; è fondamentale l’autovalutazione della cute dai 12 anni e la visita clinica dermatologica inizialmente annuale e successivamente semestrale in relazione alla presenza di altri fattori di rischio, con un attento programma educativo sulla esposizione.

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LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO E I TEST GENETICI
La stima del rischio oncologico e della predisposizione familiare-ereditaria all’insorgenza di tumore mammario e ovarico viene discussa in sede di consulto specialistico (counseling oncogenetico), e prevede la valutazione clinica del caso integrata, laddove risulta indicato, dall’apposita indagine molecolare (test genetico).

Innanzitutto, La invitiamo a leggere attentamente queste domande:
• Lei o un Suo parente prossimo avete avuto una diagnosi di tumore in giovane età?
• Qualche Suo parente prossimo ha avuto lo stesso tipo di tumore che ha avuto Lei? Se sì, lo stesso tipo di tumore è stato riscontrato in più di una generazione?
• A qualcuno della Sua famiglia è stato diagnosticato più di un tipo di tumore (Escludendo i tumori della pelle “non melanoma”)?
• Qualcuno della Sua famiglia ha avuto un tumore bilaterale negli organi pari, per esempio seno, ovaio?
• In qualcuno della Sua famiglia è già stata identificata una mutazione genetica che possa aumentare il rischio di cancro?
Se avrà risposto Sì ad una o più delle seguenti domande potrebbe essere indicato un consulto: pertanto, Le consigliamo di consultare il Centro di Genetica Oncologica della Casa di Cura “Regina Pacis” per un counseling genetico.

Counseling genetico
Il counseling genetico consiste in un processo articolato e personalizzato di comunicazione e informazione, estremamente importante sul piano clinico ma altrettanto delicato e complesso su quello personale per le implicazioni psicologiche ed emotive.

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COUNSELING GENETICO
Il counseling genetico consiste in un processo articolato e personalizzato di comunicazione e informazione, estremamente importante sul piano clinico ma altrettanto delicato e complesso su quello personale per le implicazioni psicologiche ed emotive.
**Obiettivi del counseling:**
Gli obiettivi del Counseling oncogenetico sono:

• Accertare attraverso la ricostruzione della storia clinica personale e familiare la possibilità che esista una mutazione genetica di aumentato rischio di uno specifico tumore
• Fornire le informazioni sugli aspetti clinici, prognostici e terapeutici del tumore
• Verificare l’indicazione all’esecuzione del test per la ricerca di mutazione
• Identificare all’interno della famiglia il soggetto più indicato per la prima esecuzione del test (probando)
• Illustrare indicazioni, benefici e limiti delle indagini genetiche
• Influire positivamente sulla percezione del rischio
• Agire sugli stati emotivi diminuendo l’ansia
• Supportare il processo decisionale eventualmente con l’aiuto di uno psicologo e/o di un counselor
• Favorire lo sviluppo di una piena consapevolezza in merito alle decisioni sulla propria salute nel rispetto dell’autonomia decisionale
• Discutere e pianificare un programma personalizzato di sorveglianza clinico strumentale.

L’intervento del counselor può essere utile in particolare per aiutare il soggetto a:
• Comprendere le informazioni fornite dal medico relative al rischio genetico e all’eventuale possibilità di eseguire il test
• Comprendere le informazioni ricevute relative alle misure di sorveglianza proposte
• Comprendere la necessità e possibilità di essere coinvolti in studi clinici con farmaci con l’obiettivo di ridurre il rischio oncologico.

I momenti fondamentali del Counseling oncogenetico sono:

1) Supporto psicologico:
Il counseling decisionale va distinto dal vero e proprio supporto psicologico che ha obiettivi in parte diversi. Il supporto psicologico agisce per aiutare la persona a gestire le reazioni emotive e comportamentali che la conoscenza di un aumentato rischio di sviluppare un tumore o di essere portatori di mutazione può produrre in un soggetto. Offre, inoltre, un supporto nell’individuare strategie cognitive per affrontare in modo efficace le informazioni ottenute e le scelte che si dovranno affrontare.

2) Test genetico: che cos’è e quando farlo:
Se durante il colloquio di Counseling Genetico emerge l’opportunità di procedere con la ricerca della presenza di mutazione genetica, sarà innanzi tutto identificata la persona della famiglia più indicata per il primo test genetico.
Il test genetico consiste in un semplice prelievo di sangue periferico. Decidere se e quando procedere con il test genetico è una libera scelta che andrà fatta solo quando il soggetto si sentirà pronto.
Quando il risultato sarà pronto, il soggetto avrà una seconda consulenza (post-Test) con lo specialista che gli spiegherà il significato del risultato e le implicazioni che avrà sui programmi futuri di sorveglianza clinico-strumentali, e le possibilità di riduzione del rischio con mezzi medici o chirurgici.
Durante tale seconda consulenza si discuterà, se indicata, l’opportunità di procedere con l’effettuazione del test di accertamento ad altri consanguinei.

Per ulteriori informazioni:
Centro di Genetica Oncologica
Tel: +39 3333767052 / 0934515215
urp@192.168.160.7

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